Il vino una passione di famiglia.

Il proprio sogno realizzato dall’impegno dei nipoti: ecco ciò che il Bisnonno Fiorentini vede quando guarda in basso, verso quelle vigne tra Castrocaro e Predappio che egli stesso ha piantato e coltivato tanti anni fa.
Perché l’Azienda Fiorentini e l’amore per il vino nascono proprio con lui, il bisnonno, nel lontano 1905.
Una passione che si è arricchita, trasformandosi, grazie ad anni di esperienza e pratica.

Collinaccia” –questo è il nome originario del podere da cui si è sviluppata la azienda e che già  nel nome esprimeva  le “caratteristiche peculiari” del terreno-   erano apprezzate nel circondario.

Quindici anni fa avvenne la registrazione ufficiale alla doc di Romagna del vino “FIORONE” e da allora è iniziata la produzione e commercializzazione  “industriale” dei vini della azienda: SANGIOVESE nella forma superiore e riserva,  ALBANA nella forma secco e passito, con la aggiunta solo recentemente di un nuovo vitigno :il FAMOSO,uva già  nota a Sarsina dai tempi dei Romani   ma che solo recentemente  è stata riscoperta e rivalutata come uva tipica romagnola

La scelta di vinificare solo uve Romagnole non è stata casuale,ma espressione della volontà aziendale di essere simbolo non solo della Romagna  geografica , ma anche  interprete della Romagna storica e culturale.

Da allora, la originaria casa poderale è stata progressivamente e completamente ristrutturata, mirando anche alla possibilità di offrire ospitalità;

La nuova cantina, inaugurata nel 2010,

è stata dotata di tutte le tecnologie moderne necessarie per la produzione di vini di qualità.

È noto come col passare degli anni la “cultura del vino” si sia notevolmente modificata:  il vino, da fonte energetica a basso costo per chi forniva prestazioni lavorative manuali,  è passato ad essere alimento voluttuario ,non indispensabile, da scegliere con oculatezza in abbinamento ai cibi; la cultura, ormai ben definita e codificata,a volte elitaria,che ne stabilisce le regole e le proposte è definita CULTURA ENOGATRONOMICA.

Noi condividiamo questi principi culturali che stimolano la ricerca, non solo edonistica, di abbinamento   fra cibo e vino e che tendendo al miglioramento continuo , di fatto , da un punto di vista pratico,  ha portato alla riscoperta  e codifica di prodotti caratteristici in termini di territorialità e di qualità.

Riteniamo altresì che questa importante visione culturale possa essere ulteriormente arricchita aggiungendo, per quanto ci riguarda ,  -il territorio -, inteso non solo come “terroir”- cioè l’insieme dei fattori climatici e delle qualità chimiche ed organiche del terreno capaci di determinare le caratteristiche organolettiche del vino, ma territorio come visione più ampia di collegamento emotivo e sensoriale ad uno specifico luogo,  non solo geografico, ma fatto di persone e di storia.

Nella tipicità della Romagna in senso lato è possibile individuare distinti e peculiari ambiti caratteristici per specificità di storia, di memoria, di tradizioni, di abitudini,di accoglienza, che rendono quei luoghi unici ed irripetibili.

È questo il contributo  che vogliamo dare con la nostra futura attività.